TITOLI DI STUDI :
INTRODUZIONE AL PROBLEMA.
Nell'ambito medico ci sono
due possibilità di far "riconoscere" il titolo di
studio preso in ambito medico, conseguito in un paese
extracomunitario:
una è l'
"equipollenza" tramite l'Università (se si chiede al
ministero della Salute, esso rimanda all'Università), l'altra l'
"autorizzazione" all'esercizio della professione tramite
Ministero della Salute (o Sanità).
1- EQUIPOLLENZA:
Posto che la legge italiana non riconosce i titoli di studio presi
in altri paesi, però prevede l'istituto dell'equipollenza (cioè
viene valutata l'equivalenza, la corrispondenza rispetto
all'analogo titolo italiano), che per legge il ministero delega
all'Università. In breve, il candidato chiede il riconoscimento
dei titoli di studio medici portando titoli, documenti e programmi
ad una qualsiasi università italiana, la quale non riconosce
automaticamente la laurea, ma in genere concede di iscriversi
concedendo una consistente abbreviazione del corso di studi. Al
termine del processo, discussa la tesi, si ha la Laurea italiana:
in parole povere, ci si deve riprendere
la laurea! Vantaggi: Relativamente semplice in Ucraina
procurarsi la documentazione necessaria per fare la domanda. E'
tra le due la strada più diretta e risolutiva. Al termine si ha
la laurea italiana vera e propria. Svantaggi: Bisogna rimettersi a
studiare e rifare alcuni esami!!! Inoltre la eventuale
Specializzazione non la calcolano proprio!!! All'Università La
Sapienza di Roma, ai laureati medici dall'Ucraina, chiedono solo
6-7 esami più la tesi, in pratica le Cliniche dell'ultimo anno,
più un esame di Italiano. Al Gemelli, ne chiedono 10-12. In altre
università, anche solo 5. Links utili: http://www.uniroma1.it/studenti/stranieri/initalia/titoli.htm
2- AUTORIZZAZIONE:
Grazie ad una circolare della Bindy del '99, esiste un'altra
strada, cioè si chiede al ministero della salute l'autorizzazione
a proseguire la professione medica in Italia, nel caso di persone
con un'attività lavorativa alle spalle, soprattutto se abilitate
e specializzate nel loro paese. In pratica si riesce ad aggirare a
volte il problema degli esami, ottenendo una autorizzazione che,
anche se parziale e rinnovabile, permette poi di lavorare subito.
A volte possono imporre periodi di tirocinio, sicuramente c'è da
sostenere un esame di lingua italiana tecnica e un colloquio con
un membro dell'ordine provinciale dei medici, nominato dal
ministero. Inoltre c'è speranza per gli specializzati...
Vantaggi: Probabilmente non si debbono rifare gli esami
dell'università, e la specializzazione post-laurea ha una
speranza di essere riconosciuta. Svantaggi: Può non funzionare;
la commissione che esamina i titoli ha discrezionalità;
l'autorizzazione è parziale e limitata alla provincia di
residenza; ci vuole un tempo inenarrabile e snervante per fare
tutti i documenti (mia moglie ci ha messo 2 anni solo per i
documenti).
Link utile e indispensabile:
http://www.ministerosalute.it/professioni/sezProfessioni.jsp?id=114&label=ps
COS'E' UNA
LEGALIZZAZIONE.
In ambito internazionale,
quando si vuole traferire dei documenti da uno stato ad un
altro, la maggior parte di essi non sono accettati così come
sono, ma necessitano della cosiddetta "legalizzazione",
ossia una sorta di autenticazione incrociata da parte di organi
pubblici dei due stati interessati. La legalizzazione di un
documento, chiamata "postilla" (in
francese: apostille), segue la convenzione
internazionale de L'Aja (in francese: La Haye) del 5 ottobre
1961. Inoltre la legalizzazione va sempre associata ad una
"traduzione ufficiale": la traduzione
ufficiale non va fatta da un traduttore qualsiasi, ma
deve essere un traduttore accreditato, "ufficiale"
Ecco come fare una
legalizzazione:
A- Legalizzazione
di un documento Ucraino, tradotta in italiano, da usare poi in
Italia: è abbastanza laboriosa:
- Si fa una
fotocopia autenticata del documento ucraino, presso un
notaio pubblico;
- Si legalizza
la fotocopia autenticata (mostrando sempre l'originale
insieme alla copia) al Ministero degli Esteri Ucraino;
- Si legalizza
la fotocopia autenticata (mostrando sempre l'originale
insieme alla copia) al Ministero di Giustizia Ucraino;
- Si fa la
traduzione ufficiale, allegandola al documento, da un
traduttore ufficiale abilitato;
- Si fa
autenticare la firma del traduttore ufficiale da un notaio
pubblico;
- Si legalizza
la traduzione autenticata al Ministero degli Esteri
Ucraino;
- Si legalizza
la traduzione autenticata al Ministero di
Giustizia Ucraino;
- Si porta
tutto il "pacco" al Consolato Italiano di Kiev,
il quale fa la legalizzazione (autenticazione) del
documento, e a quel punto il documento si può usare in
Italia, cioè può essere usato negli uffici pubblici in
Italia.
B- Legalizzazione
di un documento Italiano, tradotta in ucraino, da usare poi in
Ucraina:
- Si fa una
fotocopia autenticata del documento italiano, presso un
notaio o presso un qualsiasi ufficio comunale italiano
(N.B.: la firma del pubblico ufficiale deve essere
depositata in Prefettura, sennò non vale il documento;
inoltre non funziona l'autocertificazione, perché il
documento non va in Italia);
- Si legalizza
in prefettura la firma del funzionario che ha autenticato
il documento con la "Apostille di la Haye";
- Si fa, presso
il Consolato Ucraino di Roma o di Milano, la traduzione
ufficiale;
- Si legalizza,
presso il Consolato Ucraino di Roma o di Milano, la
traduzione ufficiale, e a quel punto il documento si può
usare in Ucraina, cioè può essere usato negli uffici
pubblici in Ucraina.
Conviene far da
soli la traduzione legalizzata? In Italia sì,
perché, data la trasparenza e velocità dei nostri comuni e delle
prefetture, i primi passaggi sono molto veloci, praticamente quasi
gratis; invece i passaggi al Consolato Ucraino sono costosi (a me
chiesero circa 120 euro per documento nel 2001). In
Ucraina no, secondo me conviene affidarsi ad una agenzia
di legalizzazione, ce ne sono tantissime dovunque, il
prezzo per i primi 7 passaggi è di circa 100
grivne per un documento di una pagina (vi evitano di
andare 4 volte ai ministeri e di perdere 15 giorni in giro per
Kiev); l'8° passaggio è più costoso, perché
il consolato Italiano prende 30 dollari a
documento, se poi ci si rivolge ad un'agenzia che lo faccia a
posto nostro bisogna aggiungere circa altri 30-50 dollari (per
via delle difficoltà per entrare al Consolato, vedi prenotazione,
numero verde ecc.). Se si è a Kiev, si può andare al Consolato
previa prenotazione e fare da soli; altrimenti, il gioco non vale
la candela. Quindi, per gli 8 passaggi, dai 50 ai 100
dollari a documento.
NOTA SUI DOCUMENTI
ACCETTATI DAI MINISTERI E DAL CONSOLATO
Delle volte, quando si fa un
riconoscimento dei titoli di studio, vengono richiesti, oltre ai
diplomi, tutta una serie di certificati ("Dovidka"),
dichiarazioni, note caratteristiche (Carakteristika)
ecc. Per evitare di perder tempo, sappiate che i ministeri
ucraini non legalizzano tutti i documenti, ma solo quelli
contenuti in una lista che loro hanno; per esempio, non
legalizzano la copia del libretto di lavoro (invece legalizzano
qualsiasi traduzione ufficiale, anche se di un documento
non legalizzato); legalizzano solo i
"Dovidka" che hanno dichiarazioni "oggettive"
e non interpretabili (Esempio: se c'è scritto che il
medico Irena ha lavorato bene e con diligenza, allora non è
oggettiva: se c'è scritto che il medico Irena ha lavorato dal
11/11/1994 al 11/11/2001, allora è oggettiva). Anche il
Consolato Italiano non legalizza tutto, solo alcuni
documenti, per cui informatevi bene dalle agenzie
a cui vi rivolgete: delle volte ci sono cialtroni
che pur di prendersi le 100 grivne non vi spiegano bene, e
soprattutto vi fanno perdere tempo senza farvi avere ciò che
chiedete, perché neanche loro sanno bene le regole.
Se volete informazioni sicure, chiedete sempre l'informazione dei notai
pubblici statali: quelli privati e soprattutto le agenzie
di servizi (che mettono la targa
"Notarius" pure loro, senza essere notai...) non
sono affidabili sempre.
DICHIARAZIONE DI
VALORE, QUESTA SCONOSCIUTA
Per riconoscere il
proprio titolo di studio, per iscriversi all'Università in
Italia, per avere l'autorizzazione ad esercitare la professione
medica, viene quasi sempre richiesta, per i
diplomi di maturità (ATESTAT), di laurea e di specializzazione,
oltre alla traduzione legalizzata, un 9°
passaggio: la Dichiarazione di Valore, che si fa al Consolato
Italiano di Kiev. Ve ne sono di due tipi:
A- Dichiarazione
di Valore per motivi di studio: quando si richiede l'equipollenza
del titolo all'università o per iscriversi semplicemente
all'università, insomma, per studiare in Italia:
si fa dopo gli 8 passaggi scritti sopra, è un foglio che il
Consolato allega al titolo di studio tradotto e legalizzato, in
cui c'è scritto come si chiama il titolo, che è stato
effettivamente conseguito, in quanti anni di studio si
raggiunge, in che metro è espresso il voto finale, a cosa
corrisponde in 110-mi, ecc. (8 passaggi non bastavano!!!).
Tempo di rilascio da parte del consolato:
minimo uno-due mesi (la legalizzazione a paragone è
una passeggiata).
B- Dichiarazione
di Valore per motivi di lavoro: quando si richiede
al Ministero della Salute italiano l'autorizzazione a
continuare la professione medica in Italia (vale anche
per i fisioterapisti, gli infermieri,
i dentisti, ecc.), insomma per lavorare
in Italia senza passare per l'università: come sopra,
si fa dopo gli 8 passaggi, c'è scritto, oltre alle cose di cui
sopra, che il titolo abilita alla professione medica, che è
condizione necessaria e sufficiente, ecc. E' molto lungo farlo,
perché il Consolato per accertarsi della verità, non contento
degli 8 passaggi, scrive una lettera ufficiale (per posta
ordinaria... sob!!!) al ministero della sanità ucraino, e il
ministero, con calma e senza fretta, risponde al consolato, dopo
aver verificato le informazioni. Tempo di rilascio da
parte del consolato: minimo sei mesi, ho sentito di casi
di un anno e mezzo (il punto A a paragone è
una barzelletta).
La lentezza della
procedura B fa sì che io consigli l'autorizzazione come
procedimento per poter lavorare in Italia solo ai più forti e
pazienti; se il medico ucraino non ha paura di rifare i 5-6 esami
finali della laurea, tempo medio impiegato a Roma dai medici
stranieri un anno e mezzo, conviene come tempo fare
l'equipollenza; inoltre invece di una semplice autorizzazione si
ha proprio la laurea italiana.
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Si intravvedono però
all'orizzonte dei cambiamenti che snellirebbero non poco
l'iter che finora veniva seguito e che è stato appena
dettagliatamente riportato.
Giunge infatti una
buona notizia:
dal
22/12/2003 anche i documenti prodotti in Ucraina, se
recanti il timbro "Apostille", avranno valore
legale in tutti gli altri Stati membri della Convenzione
dell'Aia e quindi anche in Italia; e viceversa, hurrà
!!
L'Ucraina ne ha
infatti fatto richiesta il giorno 02/04/2003, la domanda
è stata recepita in data 23/04/2003 e, siccome nei sei
mesi successivi cioè fino al 23/10/2003 nessun altro
Stato membro si è opposto a tale richiesta,
automaticamente, trascorsi 60 giorni anche l'Ucraina
potrà siglare i suoi documenti con il sospirato
timbrone quadrato.
Rimane il dubbio
sui tempi necessari affinchè tutte le autorità
preposte siano in possesso del timbro, di quanto costerà
l'applicazione del timbro da parte dell'istituzione
pubblica e della speculazione su questo nuovo iter
da parte delle agenzie private.
La fonte della
suddetta notizia è:
Lo snellimento
cui tale provvedimento porterebbe consiste nella
possibilità di unificare i passaggi 2 e 3 e i
passaggi 6 e 7 di cui al vecchio iter: invece
del doppio giro esteri-giustizia, se ne avrà uno
solo, cioè un unico timbro anziché due. Ma
la traduzione legalizzata servirà sempre, e la
legalizzazione al consolato pure. Per
non parlare della dichiarazione di valore. A conti
fatti, si risparmiano un paio di passaggi: invece
del doppio passaggio, se ne farà uno solo.
Per completezza
riportiamo il testo:
"In
accordance with Article 6 of the Convention and the
Decree of the Government of Ukraine No 61 dated 18
January 2003, an apostille may be granted by the
Ministry of Justice of Ukraine on documents issued
by judicial authorities and courts, including
documents certified by Ukraine's notaries; the
Ministry of Education and Science of Ukraine on
official documents issued by the bodies for
education, state authorities, establishments and
organisations, related to education and science; and
the Ministry of Foreign Affairs of Ukraine on all
other documents."
Quindi:
- Ministero
di giustizia:
competente su documenti rilasciati dalle autorità
giudicanti, dalle corti, dai documenti certificati
dai Notai;
- Ministero
dell'educazione:
documenti rilasciati dalle organizzazioni per
l'educazione, autorità statali, relativi
all'educazione e scienza;
- Ministero
degli esteri,
per tutti gli altri casi.
Si tratta perciò
di un'altra piccola semplificazione, un altro piccolo
passo dell'Ucraina verso il futuro, dal 22
dicembre 2003!!
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